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giovedì, 07 dicembre 2017

La Genetica vista… dall’Alta

Vi siete mai chiesti quanto conti la genetica nelle performance del vostro allevamento?

In ogni allevamento ci sono opportunità di miglioramento

Eccoci arrivati di nuovo alla fine dell’anno. Questo 2017 che ci saluta, ha dato confortanti segnali di ripresa per tutto il settore del latte con prospettive decisamente migliori a quelle di un anno fa.

Senza farci troppe illusioni però, perché in questi anni abbiamo imparato che in un mercato del latte sempre più globalizzato, la volatilità  dei prezzi, paradossalmente, è una delle poche certezze. E quindi occorre cercare di migliorare il processo produttivo all’interno delle aziende, fare al meglio quello che dipende da noi.

In fondo il mestiere dell’allevatore è quello di trasformare l’alimento in latte ed è l’efficienza con cui questo processo avviene che determina, nel medio-lungo periodo la redditività dell’impresa. Son molti ancora gli spazi di miglioramento relativi all’allevamento della rimonta, la riproduzione, la routine di mungitura, il cow comfort, la ventilazione, ecc...

Come leggete nell’articolo a fianco della dottoressa Paola Amodeo con un programma come DairyComp è possibile tenere sotto controllo tutte le fasi del processo produttivo, evidenziarne le aree di miglioramento e valutare rapidamente e con precisione gli effetti dei cambiamenti apportati.

 

Ansal ROBLE Anipra VG85

La Genetica vista …… dall’Alta

E la genetica? Vi siete mai chiesti quanto conti la genetica nelle performance del vostro allevamento? Per rispondere a questo occorre avere ben chiaro quali  sono le vostre aspettative dalla genetica, darsi degli obiettivi, definire un piano di selezione, che non è un semplice piano di accoppiamento, ma è un analisi approfondita della attuale situazione aziendale per decidere, da un lato quali caratteri hanno più bisogno di essere migliorati e dall’altro quali convenga di più, in termini strettamente economici, migliorare. Poi occorre attuarlo e seguirlo in maniera precisa e costante nel tempo.

E quindi? Come fare a monitorare se il piano di selezione che stiamo attuando ci porta nella direzione che vogliamo nei tempi che ci aspettavamo. E poi, tornando alla domanda iniziale: quanto conta la genetica, sempre in termini economici, nella nostra azienda? Quanto vale il miglioramento a latte, a longevità, fertilità, cellule somatiche, resistenza alle patologie – solo per citare alcuni dei caratteri per i quali oggi riusciamo a selezionare - che ci portano i tori che utilizziamo nel nostro programma di selezione? E quali sono le correlazioni tra di loro, per  quali conviene più selezionare.

La risposta a queste domande non può essere né generica ne generalizzata, perché ogni azienda è unica. E in ogni azienda, anche per la genetica, ci sono opportunità di miglioramento.

 



Agostino Bolli
Agostino Bolli
Country Manager Italy
agostino.bolli@altagenetics.com
Italy

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